Una coltivazione antica, radicata nel territorio
Il Barbarià affonda le sue radici nella storia agricola piemontese. Nelle vallate alpine e pedemontane frumento e segale venivano seminati insieme nello stesso terreno, dando origine a una coltivazione mista conosciuta come barbariato. Le testimonianze scritte ne attestano la presenza già nel 1480, quando il Consiglio comunale di Cuneo citava il barbariato tra le colture utilizzate per il pagamento dei canoni agricoli. Una pratica quindi non occasionale, ma già riconosciuta all’interno dell’economia rurale del territorio.
Una coltura riconosciuta anche nei documenti ufficiali
Con il passare dei secoli il barbariato continuò a essere identificato come una vera e propria produzione agricola. Nell’Ottocento compare infatti nelle statistiche del “Dizionario geografico, storico, statistico, commerciale degli Stati di S.M. il Re di Sardegna”, accanto a frumento, segale, mais e altre colture. La sua presenza nei censimenti agricoli sabaudi testimonia quanto questa coltivazione fosse conosciuta e considerata parte integrante del paesaggio produttivo piemontese.
Frumento e segale: una scelta nata dall’esperienza
La coltivazione congiunta dei due cereali rispondeva alle esigenze concrete dell’agricoltura di montagna. Nelle vallate cuneesi il frumento, con il suo stelo più corto e robusto, contribuiva a sostenere la segale, più alta e maggiormente esposta ai forti venti. Da questa coltivazione nasceva una farina utilizzata tradizionalmente per il pane. Ancora oggi il Pan Barbarià è riconosciuto dalla Regione Piemonte come Prodotto Agroalimentare Tradizionale delle vallate cuneesi.
Dal sapere agricolo di ieri ai prodotti Barbarià di oggi
Oggi Barbarià riprende questa tradizione con grano e segale coltivati insieme fin dal campo, trasformati in farina e poi in prodotti da forno pensati per il consumo quotidiano. Recuperare questa coltivazione significa valorizzare un sapere agricolo legato al territorio e, allo stesso tempo, inserirlo in una gestione più attenta del suolo. La rotazione colturale contribuisce infatti a diversificare le coltivazioni e a preservare nel tempo l’equilibrio e la vitalità del terreno.